Cese, come paese, sembra sia nato dall'esigenza di alcuni pastori e contadini
che, dopo vicissitudini di varia natura, pare abbiano abbandonato capanne,
baracche e casolari disseminati nei "Piani Palentini" per aggregarsi
in un unico agglomerato abitativo. Esso, nel tempo, si è consolidato
intorno all'abbazia che i benedettini avevano edificato ristrutturando un
tempio pagano, dopo aver lasciato il monastero che occupavano su Monte Cimarani.
Questi fattori, oltre all'esigenza di difendersi dalle scorrerie di briganti
e predatori che imperversavano nella zona, fece sì che il primo nucleo
abitativo fosse quello comunemente chiamato "Mandre" (dimora di
pastori e di bestiame), nei cui pressi i benedettini avevano eretto il nuovo
monastero. Queste ed altre costruzioni edificate intorno al tempio (situato
pressappoco dove è ora la chiesa), dettero vita a Cese che sembra faccia
derivare il proprio nome dal taglio di piante (dal latino caedere
= tagliare) ordinato dall'imperatore Claudio (41 - 54 d.C.), al quale
occorreva legname per l'opera di prosciugamento del Fucino.
Tratto dal libro "Orme di un borgo" del prof.
Osvaldo Cipollone.
